Breve relazione sulla tavola rotonda sul futuro del Parco Nazionale dello Stelvio

 

Cari soci di Italia Nostra, cari amici delle associazioni ambientaliste trentine,
si è svolta sabato scorso a Cogolo di Peio la tavola rotonda intitolata “Quale futuro per il Parco Nazionale dello Stelvio?” organizzata dalle
sezioni di Trento e di Bolzano di Italia Nostra e preceduta da una conferenza stampa di presentazione tenutasi a Bolzano giovedì 6 ottobre.

All’incontro pubblico, moderato dal direttore del quotidiano l’Adige Pierangelo Giovanetti, hanno partecipato tutti gli ospiti invitati (Pacher, Malossini, Pinter, Penasa, Bombarda, Casanova, Berdini, Bettinelli) tranne Flavio Ruffini, Direttore del Dipartimento all’Urbanistica, ambiente ed energia della Provincia Autonoma di Bolzano, impegnato nelle stesse ore a Cortina d’Ampezzo per l’ispezione UNESCO inerente le Dolomiti patrimonio dell’Umanità.

Numerosi messaggi di saluto e d’augurio per i lavori sono giunti dal Presidente della Repubblica (che vi allego), dal Commissario del Governo
per la provincia di Trento, dalle parlamentari Gnecchi e Froner, dal vicepresidente della Giunta provinciale di Bolzano Tommasini, dalla presidente nazionale di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, dal capogruppo SVP in Consiglio provinciale a Bolzano, Elmar Pichler Rolle,
dall’assessore della provincia di Sondrio Compagnoni, dal consigliere regionale lombardo del PD, Angelo Costanzo, dall’assessore  all’Agricoltura della Regione Lombardia Giulio de Capitani e da Franco Pedrotti, naturalista e botanico, professore emerito dell’Università di Camerino, nonché autore del volume “Notizie storiche sul Parco Nazionale dello Stelvio”.

All’incontro hanno partecipato più di 60 persone, tra cui i lavoratori (amministrativi, tecnici, operai, stagionali) del settore trentino del Parco con la dirigente Augusta Conta; rappresentanze sindacali del Trentino e della Lombardia; cittadini della Val di Sole; soci delle associazioni  ambientaliste (WWF, LIPU, Italia Nostra) e della SAT; la referente dell’associazione culturale LINUM, Maria Loreta Veneri; qualche amministratore pubblico locale (il sindaco di Malè Bruno Paganini e il consigliere di “Noi Comunità” in seno all’Assemblea della Comunità di Valle, Alberto Pasquesi), un collaboratore del consigliere provinciale di Bolzano di Futuro e Libertà, Alessandro Urzì, giornalisti della carta stampata e della TV, ecc..

Non era invece presente alcuna rappresentanza istituzionale del Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, né il sindaco di Peio ed ex-presidente del comitato di gestione del settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, Angelo Dalpez, né il presidente della Comunità della Val di Sole, Alessio Migazzi.

Rinvio alla rassegna stampa allegata la sintesi di quanto emerso durante la Tavola Rotonda.

Luigi Casanova, che è intervenuto in qualità di Vicepresidente di CIPRA Italia e come rappresentante delle associazioni ambientaliste trentine
nella Cabina di regia delle aree protette, ha rilanciato l’idea – avanzata già nel 1974 da Italia Nostra e dalla Commissione centrale per la protezione della natura alpina del C.A.I. con il volume intitolato Stelvio. Un Parco per l’Europa. No allo smembramento. No alla speculazione, ripresa da Mountain Wilderness nel 1991 e dalle associazioni ambientaliste della Valcamonica nel 1995 e riproposta al Parlamento europeo da Alexander Langer – di un grande Parco europeo delle Alpi centrali, che unisca quattro Parchi naturali tra loro confinanti (Adamello-Brenta, Adamello, Stelvio ed Engadina in Svizzera).

Vi allego, infine, alcuni appunti di Casanova, che potrebbero essere utili per la stesura di un documento comune delle associazioni ambientaliste trentine e in prospettiva come base per un manifesto di “rifondazione del Parco Nazionale dello Stelvio” da sottoscrivere dalle associazioni ambientaliste nazionali e da altri importanti portatori di interessi collettivi e da sottoporre all’attenzione delle forze politiche, del Governo italiano, delle Giunte e dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e della Regione Lombardia e della Commissione dei Dodici.


Un caro saluto. Salvatore Ferrari