IL VECCHIO CARCERE DI TRENTO SI PUO SALVARE!

Cari amici di Italia Nostra,
sabato scorso (20 aprile) il quotidiano l’Adige ha pubblicato un’intervista di Luisa Maria Patruno a Mauro Gilmozzi, assessore all’urbanistica, lavori pubblici ed enti locali della Provincia autonoma di Trento, probabile candidato – in ottobre – alla presidenza della Provincia (in seguito alla partenza di Lorenzo Dellai per Roma, dove è stato eletto capogruppo della Lista Civica per Monti alla Camera dei Deputati).

L’assessore ha parlato di possibile revisione dell’Accordo  di programma Quadro con lo Stato – risalente al 2002 – in merito alla realizzazione del Polo Giudiziario, avanzando la proposta di RICONSIDERARE “la necessità di abbattere la struttura del carcere di via Pilati”.

Dopo 6 anni di battaglie – condotte in “splendida sintonia e collaborazione” dalla sezione trentina di Italia Nostra e dalla Delegazione trentina del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) con il pieno appoggio delle sedi nazionali delle rispettive associazioni – per la prima volta un autorevole esponente del governo provinciale apre uno spiraglio per la salvaguardia del vecchio carcere austroungarico di Trento.

Le dichiarazioni sono state confermate e rafforzate poche ore fa dall’Assessore provinciale Gilmozzi in occasione di un incontro con la Delegazione del FAI del Trentino, a cui erano presenti anche il sottoscritto ed Ezio Chini, da un mese nuovo vicepresidente della sez. trentina di Italia Nostra, ma “storico” delegato FAI.

Ovviamente le ragioni economiche sono state alla base del ripensamento dell’Assessore, ma nel suo intervento di stasera si è percepita una parziale autocritica in merito alle scelte fatte dieci anni fa e un’apertura alla necessità di dare ascolto alle voci della società civile “per il bene della città”.

La partita per la salvezza del vecchio carcere non è già vinta…ma è certo ricominciata con qualche speranza in più.

E’ meglio, però, non abbassare la guardia in attesa, tra l’altro, della conclusione delle vertenze giudiziarie aperte in seguito alla presentazione del nostro secondo esposto penale alla Procura della Repubblica l’estate scorsa.

Non sarà facile nè scontato modificare l’Accordo quadro con  lo Stato, quando e se ci sarà un Governo.

Ci saranno forti resistenze a modificare il progetto vincitore di Pierluigi Nicolin, come dimostrano le dichiarazioni di ieri sempre su l’Adige del presidente dell’Ordine degli Architetti del Trentino.


Quella di oggi è comunque una buona notizia, che aspettavamo da tempo e che premia l’impegno, la tenacia, la costanza, la partecipazione di moltissime persone a livello locale, regionale, locale ed europeo, come ama ripetere – giustamente – Giovanna degli Avancini.


Un caro saluto.

 

Salvatore Ferrari