Ciclovia: enorme scempio

LA CICLOVIA è UN ENORME SCEMPIO E UNO SPRECO INACCETTABILE

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il DOPI (documento con le previsioni di spesa per le opere ciclopedonali) del 2026 per i 5,5 km del tratto TN ovest. L’opera è ancora molto incompleta.
Da questo documento abbiamo potuto trarre un quadro analitico degli importi preventivati e ogni anno aumentati. Ecco la sintesi:

È prevista una spesa di 95.439.045 euro per 5,5 km, ancora con alcuni tratti non progettualizzati.

Ovvero oltre 17.000 euro al metro, da rapportare al prezzo medio per la realizzazione delle ciclabili di 350 euro al metro.

Importo che dovrà senz’altro aumentare, mancando – oltre ai 2 tratti sopracitati – le progettazioni esecutive, i costi delle varianti, le opere di difesa sulle due UF2 e UF3.4.2,  gli (im)previsti geologici…

Di questi 5,5 km circa, 1,5 km è stato realizzato (Riva-Sperone), 1,3 km sono in esecuzione ma con necessità di variante (confine- galleria Titani sud), 928 metri (galleria Titani) sono in attesa di appalto, 2 tratti per 1,5 km in progettazione (definitiva e preliminare).

Il Coordinamento per la Tutela del Garda da sempre chiede che l’anello della Ciclovia venga chiuso nella zona trentina – la più pregiata in termini di paesaggio e ambienti naturali, e la più critica geologicamente –  con la navigazione su battelli elettrici come succede sui laghi e sui grandi fiumi dell’Europa centrale e del nord. Ora è il momento limite: difronte all’evidenza del gravissimo scempio e del completo mancato controllo economico dell’intervento si chiede a gran voce che i lavori si fermino.

L’opera in sé non ha alcuna validità pubblica e funzionale. Anzi, sarà pericolosissima per i ciclisti costretti a riversarsi sulla gardesana, per i pedoni che dovranno convivere sulla passerella con i ciclisti e per gli automobilisti che subiranno un ulteriore congestionamento della Gardesana occidentale.

I primi segnali di tali effetti si sono già evidenziati, tanto da far sollevare una critica all’invasione dei ciclisti delle strade della Gardesana da parte del sindaco di Gardone Riviera che rileva “problemi di sicurezza e blocco del traffico” confermando le nostre previsioni: “è una sofferenza continua per le persone, le attività, gli alberghi”.

Fermarsi ora permetterebbe la salvaguardia della parte più bella delle falesie e il danno economico per indennizzi alle ditte appaltatrici sarebbe insignificante in confronto allo spreco di risorse che questa ciclovia comporta.

Il Coordinamento chiede quindi che il Presidente della Provincia autonoma di Trento accolga finalmente l’appello più volte lanciato e rimarcato anche da una lettera inviatagli due mesi fa dalle tre sezioni di Italia Nostra coinvolte (Trento, Brescia e Verona), che viene di seguito allegata, in cui auspicano che la decisione di Regione Lombardia di non costruire più la ciclovia sulle proprie falesie, ma di optare per la navigazione da Gardone a Limone, possa essere assunta anche dalla Regione Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento per i tratti ancora in fase di progettazione o non interessati dai lavori di esecuzione.

Il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda

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