L’arivoltaico è contro il paesaggio

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L’AGRIVOLTAICO È CONTRO IL PAESAGGIO

Premessa

L’accoglimento da parte del TAR del ricorso avanzato dall’Azienda Agricola Poda di Flavon contro il diniego dell’autorizzazione al progetto di un impianto agrivoltaico di 6,60 ettari previsto sopra un appezzamento coltivato a meleti a Caldonazzo, nelle immediate vicinanze del paese, è occasione per un nuovo e deciso intervento di Italia Nostra Trento che già, a più riprese, aveva cercato di inquadrare il tema del rapporto tra parchi fotovoltaici a terra o impianti agrivoltaici e territorio, con un ottica un po’ più ampia rispetto a quella proposta dall’Azienda richiedente e dai suoi avvocati.

Innanzitutto c’è da ricordare che il progetto si colloca in gran parte in ”area agricola di pregio” e prevede l’installazione di 5.028 pannelli montati su strutture metalliche mobili e orientabili, installate su piloni di 4 metri di altezza per sopravanzare le chiome degli alberi di melo esistenti. Nell’autunno 2025 è stato “bocciato” con pareri negativi espressi all’unanimità da vari enti preposti all’istruttoria dell’iter autorizzativo, tra cui l’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia (A.P.R.I.E.), la Sottocommissione CUP per il Paesaggio (che svolge funzioni autorizzative in materia di tutela del paesaggio e di interventi edilizi in aree agricole), il Comune di Caldonazzo e il Consorzio Centrale di Caldonazzo.

La motivazione principale dei vari dinieghi risiede nel contrasto rilevato con gli artt. 37 e 38 del PUP che pur nelle “aree agricole di pregio” ammettono solo interventi finalizzati alla produzione di energia connessa alla normale coltivazione del fondo, mentre il progetto prevede un intervento per la produzione di energia in forma più massiccia.

La recente determinazione del TAR ha accolto il ricorso dell’Azienda Poda ritenendo che anche nel caso in questione – pur non trattandosi  di produzione di energia rinnovabile connessa alla normale coltivazione del fondo “debba prevalere l’assunto delle normative comunitarie per la massima diffusione delle fonti di energia rinnovabile”. Il progetto “può quindi essere rivalutato con istruttorie approfondite nel merito che potrebbero anche arrivare ad una motivazione adeguata per la sua autorizzazione”. Per il TAR quindi, il fatto che un’area “agricola di pregio”  sia definita dalla normativa provinciale  “non idonea” all’installazione dei pannelli fotovoltaici non esclude automaticamente tale evenienza, al fine di “bilanciare compiutamente la protezione della natura e la tutela dell’ambiente mediante la riduzione delle fonti di energia inquinanti”.

Considerazioni

In tutto ciò c’è un GRANDE VULNUS. UN VUOTO. Una CLAMOROSA ASSENZA all’interno delle argomentazioni vagliate nei verbali di diniego, dove mai è stato preso in considerazione in modo sufficientemente argomentato il tema della TUTELA DEL PAESAGGIO.

E sì che a tale disciplina la giurisdizione italiana ha dedicato fior fiore di studi e di norme fin dal 1922 con la promulgazione della cosiddetta LEGGE CROCE sul regime di tutela per le bellezze naturali e per gli immobili di particolare interesse storico, poi con la legge 1497/1939 sulla tutela dell’ambiente, delle bellezze naturali e panoramiche, poi con la COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA dove la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione entrano tra i principi fondamentali dello stato, con la successiva LEGGE GALASSO del 1985 e con le norme provinciali che demandano al PUP il ruolo di  un corretto governo del territorio, per finire con il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO del 2004 e con la LEGGE PROVINCIALE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO del 2015.

Il PAESAGGIO è un BENE COLLETTIVO, una ricchezza che appartiene a TUTTI I CITTADINI. Non può essere messo in secondo piano rispetto a qualsiasi altra esigenza gestionale. Il PAESAGGIO è una delle principali risorse, innanzitutto sostanziali e culturali ma anche economiche, dei nostri territori.

Sorprende che figure professionali esperte in giurisprudenza siano pronte a snocciolare elenchi di “norme di settore” per sostenere la compatibilità dell’intervento proposto con la destinazione dell’area e dimentichino l’articolo 9 della Costituzione Italiana – che riconosce il valore del PAESAGGIO dichiarando la necessità della sua conservazione e tutela e la sua preminenza rispetto a qualsiasi altro aspetto, nell’interesse di tutti i cittadini e dell’intera società. E sorprende ancor di più che Commissioni per la Tutela del paesaggio non focalizzino l’attenzione sulle questioni specifiche relative alla sua salvaguardia, non analizzino le specificità del territorio interessato, non argomentino nel dettaglio il grave danno paesaggistico che sarebbe prodotto da una distesa enorme di pannelli neri rilucenti e dalle relative strutture metalliche di sostegno, che li porterebbero ad un’altezza d’installazione di 4 metri da terra, con un ingombro totale di almeno 6 metri d’altezza).

Conclusione

È urgentissima una presa di posizione istituzionale sul fenomeno dell’agrivoltaico e del fotovoltaico a terra perché le dimensioni degli interventi richiesti si vanno espandendo in modo  incontrollabile, a causa del passaggio di scala di tali iniziative che non mirano più alla produzione di energia per le singole attività agricole o aziendali, ma che vengono gestite da multinazionali alla ricerca di fortissimi interessi economici che non avranno ricadute sul territorio, se non la sua aggressione e depauperamento.

Il TAR ha argomentato il suo accoglimento con risposte alle motivazioni di diniego addotte nell’iter autorizzativo, dove è clamorosa la mancanza di attenzione alle norme sulla tutela del paesaggio.

Chiediamo a chi di dovere di superare questa falla e sollecitiamo in particolare la Sottocommissione alla Commissione Provinciale per l’Urbanistica ad affrontare nello specifico il tema paesaggistico, con tutti gli strumenti che le norme provinciali e nazionali ben definiscono.

Sosteniamo tale sollecitazione con una panoramica sul fenomeno che sta interessando tutto il territorio nazionale, dove però diversi Enti si sono già mobilitati contro l’inaccettabile invasione dell’agrivoltaico nel paesaggio italiano, che in ogni regione è unico, conforma l’identità territoriale dei cittadini e costituisce un’immensa ricchezza.

Si riportano in appendice, a titolo di esempio, alcuni tra i più recenti casi.

Italia Nostra  Trento – Il Consiglio direttivo

APPENDICE

Qualche esempio di intervento dell’Ente pubblico contro l’agrivoltaico

  • Recentemente la Regione Lombardia ha espresso parere negativo al progetto di un mega impianto agrivoltaico proposto dalla ditta Neoen Italia (fa parte di una multinazionale francese)
  • su campi della Lomellina, per l’elevato impatto paesaggistico ed ecosistemico che la realizzazione dell’opera comporterebbe. In tale occasione l’assessore all’ambiente Giorgio Maione ha dichiarato che la transizione ecologica non può essere un assegno in bianco che giustifica il sacrificio di estese superfici di suolo agricolo di pregio e che la tutela delle aree produttive agricole e del paesaggio che caratterizza il territorio lombardo rimane un pilastro imprescindibile della nostra programmazione ambientale. (vedasi articolo de Il Sole 24 Ore di domenica 31 maggio 2026);
  • anche la Provincia di Lodi ha detto no al mega fotovoltaico della Triulza che trasformerebbe una distesa di fertili campi in una centrale elettrica. Le motivazioni  hanno rafforzato l’orientamento del Comune:  Il Comune di Codogno ha ragione. La proposta ricade in un perimetro di 500 metri da un bene tutelato, l’area non è idonea al dettato normativo introdotto dal Dl Agricoltura;
  • il  7 ottobre 2025 all’unanimità dei votanti il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno e una mozione a tutela delle aree agricole di Trofarello (To) rispetto all’installazione di impianti fotovoltaici a terra da parte di Ferrovie italiane e Italferr.
  • I consiglieri hanno motivato tale determinazione, al fine di “salvaguardare le zone agricole di pregio e di minimizzare gli impatti sulla popolazione e sul mondo agricolo; di salvaguardare il distretto alimentare locale e i posti di lavoro del settore agricolo; di preservare il suolo e sviluppare energie rinnovabili per le future generazioni, senza che una cosa vada a discapito dell’altra”. Hanno inoltre sollecitato la Giunta “a prendere iniziative sul futuro dell’agrivoltaico e del fotovoltaico stabilendo dei limiti: urge una normativa regionale anche per evitare speculazioni di multinazionalie hanno chiesto diindividuare e adottare strumenti normativi regionali che impediscano, ora ed in futuro, analoghe occupazioni di suolo agricolo fertile per impianti fotovoltaici o altre infrastrutture incompatibilie di sollecitare il Governo nazionale a una revisione della deroga contenuta nel Dl 63/2024, al fine di escludere le aree agricole di pregio dall’installazione di impianti fotovoltaici a terra”;
  • il quarto bando PNRR per l’”Agrisolareincentiva l’installazione dei PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TETTI delle aziende agricole.
  • Anche Confagricoltura, da sempre impegnata nella promozione di soluzioni sostenibili, spingere per l’utilizzo dei tetti degli edifici agricoli come supporto per i pannelli fotovoltaici, evitando così l’impiego di suolo agricolo fertile, una pratica che l’associazione rifiuta categoricamente. “Sarà un’ulteriore opportunità per le aziende agricole di rendersi energeticamente autonome e contribuire alla transizione ecologica”, ha affermato Giacomo Brusa, Presidente di Confagricoltura Varese. “Promuoviamo con forza l’installazione di impianti sui tetti, che rappresentano una scelta vincente sia dal punto di vista ambientale che economico, in quanto non sottraggono terreno prezioso alla produzione agricola”.

Il bando prevede incentivi concreti per favorire l’adozione di tecnologie verdi, con un impatto positivo non solo sulle singole aziende, ma anche sull’ambiente e sulla comunità agricola nel suo complesso. Rientra in un più ampio impegno verso la sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre l’impronta ecologica dell’agricoltura italiana e promuovere l’autosufficienza energetica, in linea con gli obiettivi del PNRR.

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